Proteine per la dieta in Italia
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La dieta iperproteica per la cura dei problemi di sovrappesoLa dieta iperproteica ha ancora spazio nella cura del sovrappeso ?Tale domanda torna spesso da circa dieci anni ormai.Se vogliamo considerare i fatti in maniera obiettiva, vedremo che la controversia nasce dall'oblio, involontario o no, di alcuni principi fondamentali. Poco più di trent'anni fa, il Prof. Pr BLACKBURN ha presentato il protocollo della dieta a risparmio proteico, conosciuta come dieta proteica (DP). Tale protocollo è stato supportato, in seguito, da centinaia di lavori scientifici in tutto il mondo. La dieta, destinata all'inizio all'ambiente ospedaliero, si è rapidamente 'democratizzata' (in particolare grazie ai lavori del Dr MARINEAU) per ottenere un successo considerevole il cui apogeo in Francia si situa alla fine degli anni '90. Purtroppo, questa popolarità eccessiva è stata all'origine di pratiche devianti che hanno alimentato polemiche e controversie. Infatti, la dieta proteica agisce in modo straordinario sul sovrappeso e tocca due campi sensibili: la salute e la bellezza. L'eccessiva semplificazione che può accompagnare la gestione-sovrappeso-dieta-proteica mediatizzazione e la forte domanda, non sempre giustificata, hanno forse snaturato il messaggio dei nutrizionisti che si avvalgono di tale metodo, i quali, d'altronde, non sono sempre esenti da critiche. Alcuni medici non abbastanza formati per svolgere la professione di nutrizionisti e alcuni commercianti non molto etici e incuranti di creare une cattiva reputazione hanno proposto delle soluzioni opportuniste, che hanno portato a risultati negativi, dovuti principalmente a un abbandono prematuro delle cure oppure (dopo una breve fase di successo) a un violento fenomeno di cambiamento di direzione. In entrambi i casi, l'assenza o l'insufficienza di follow-up da parte di un nutrizionista esperto sono all'origine del problema. È interessante, comunque, constatare che, nonostante tali errori, la dieta proteica non ha mai provocato danni gravi, aspetto rassicurante che dovrebbe essere in gradi di porre fine al dibattito sulla pericolosità del metodo. I nutrizionisti, appoggiati da società come PROTIFAST, hanno lanciato rapidamente l'allarme (cf. la conferenza stampa del 30 novembre 2000 organizzata da PROTIFAST) e hanno ricordato le buone regole per il ricorso alla dieta proteica, metodo altamente valido, ma il cui utilizzo deve essere temporaneo, iniziale, preferibilmente breve ed essere incluso in un processo globale di gestione del sovrappeso. Naturalmente, nulla impedisce, nell'ambito di una piccola rimessa in forma, di ricorrere a cure rapide come NUTRIBEST (qualche giorno di dieta proteica non destabilizzerà certo una persona in buona salute che ha solo qualche chilo in più da perdere, soggetto target di questo tipo di mini-cure). Tuttavia, se il problema è più grave, in termini di chili di troppo, implicazioni sulla salute e fragilità psicologica, deve essere discusso in un colloquio privato tra il paziente e il medico nutrizionista. Solo in questo modo, dopo aver effettuato gli esami necessari (indagine alimentare, esami del sangue e controlli cardiovascolari, approccio psicologico), dopo aver illustrato il progetto generale al paziente, con le diverse tappe che lo compongono, e dopo aver ottenuto dallo stesso un consenso cosciente, potremo proporre il ricorso a quell'incredibile metodo che è la dieta proteica. In sostanza, almeno nella mia pratica quotidiana, da numerosi anni la dieta proteica e i prodotti iperproteici, ipoglucidici, ipolipidici, tipo PROTIFAST, occupano un posto ben definito. LA DIETA STARTERIl principio si basa su un triplo obiettivo :Disintossicazione dell'organismo (fegato, reni, intestino); in particolare, è molto interessante seguire l'evoluzione della gamma GT del fegato nel corso di una dieta proteica. Dare un taglio netto alla routine e alle abitudini alimentari sbagliate, proprio come si chiede al fumatore che vuole smettere di eliminare completamente il fumo (le bustine agiscono come i cerotti). Lo shock psicologico positivo straordinario provocato dal benessere seguito alla disintossicazione, gli effetti della chetosi e, naturalmente, il piacere di perdere i primi chili. Tutto ciò crea innegabilmente le condizioni fisiche e morali giuste per passare alle altre fasi del processo. Questa fase dura dai dieci ai quindici giorni e al termine della stessa si incontra di nuovo il paziente. In base al risultato e alle reazioni, si potrà pianificare il seguito (proseguimento della dieta proteica da qualche giorno a qualche settimana o sospensione pura e semplice e passaggio a una strategia convenzionale, passando per fasi di reintegrazione progressiva secondo principi crono-nutrizionali, per quel che mi riguarda), ma di questo si parlerà in altra sede. LA DIETA DI RILANCIOLa cura di rilancio può essere proposta al paziente che lo desidera, dopo un periodo di stagnazione dovuto alla mancanza di motivazione o a problemi esterni, in modo da conferire nuova vita ed entusiasmo al processo di dimagrimento. Una dieta proteica che duri dai 7 ai 10 giorni può perfettamente svolgere tale ruolo. DIETA DI MANTENIMENTONell'ambito di una dieta di mantenimento, 2 giorni a settimana di dieta proteica (più o meno definiti) rappresentano un modo eccellente di dare seguito ad una giornata di dieta settimanale, il lunedì per esempio; tutto ciò sempre rispettando, nei giorni restanti, qualche piccola regola alimentare come:
E regalandosi, come poco fa, almeno è ciò che possiamo sperare, qualche momento di follia. Per concludere, la risposta alla domanda del titolo è sicuramente SÌ. Aggiungo anche che, almeno per quanto mi riguarda, la dieta proteica non solo ha ancora spazio, ma spesso diventa indispensabile.Conferenza stampa Protifast - Parigi, 16 novembre 2004. |

