Proteine per la dieta in Italia
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La dieta proteica,una perdita di peso efficaceLe originiSono i lavori del Dr George Blackburn che hanno dato vita, nel 1971, al Protein Sparing Modified Fast (PSMF), tradotto in francese con il termine «jeûne protéiné» (dieta proteica). Questo ricercatore e professore dell'Università di Harvard è infatti riuscito a stabilire il fabbisogno di proteine dell'organismo necessario a conservare la massa muscolare durante un digiuno. Da allora, numerosi medici americani hanno iniziato a utilizzare questa tecnica nella loro pratica quotidiana, soprattutto per la cura dell'obesità. Tuttavia, nel 1977, 58 persone sono decedute per arresto cardiaco in seguito a tale dieta. Secondo l'esame medico-legale, le proteine in polvere assunte da questi pazienti erano sprovviste di un aminoacido importante: il triptofano. Quando un aminoacido manca, l'organismo non può rinnovare le sue proteine e ciò comporta gravi problemi di salute. Pare dunque che la cattiva qualità delle proteine abbia reso questa dieta mortale per alcune persone. In seguito, la qualità delle proteine somministrate ai pazienti che seguono una dieta proteica è molto migliorata e, ad oggi, esse possiedono un alto valore biologico, ovvero sono proteine complete. Nel 1975, il Dr Jean-Marie Marineau, medico generico, ha portato per primo la tecnica della dieta proteica in Quebec. Da allora, ha formato più di un milione di medici su questo metodo. Oggi, dirige circa sedici centri di dimagrimento. I grandi principiGli obiettivi
Le grandi lineeLa dieta proteica è un metodo di dimagrimento unico nel suo genere : pochissime calorie (da 400 a 600 calorie al giorno), pochi glucidi e lipidi, ma elevato consumo di proteine. Non può essere considerata una dieta a basso tenore di glucidi (low carb), come la dieta Atkins, perché questo metodo non limita il numero di calorie. La dieta proteica consiste nell'assumere, nel corso di una giornata, proteine in forma liquida ad alto valore biologico (ovvero complete) e ad includere nella propria alimentazione una quantità ben precisa di sali minerali, vitamine, fibre e, a volte, acidi grassi essenziali. Coloro che seguono una dieta proteica devono procurarsi le bustine di proteine e gli alimenti disidratati in un locale adiacente ai centri di dimagrimento, almeno così avviene nelle cliniche gestite dal Dr Jean-Marie Marineau. Il costo varia da 30 a 70 $ a settimana e tali prodotti non sono disponibili nei negozi, dunque il paziente deve per forza acquistarli presso il centro. A chi è rivolta questa dieta ?La dieta si rivolge a tutte le persone in buona salute, di età compresa tra 18 e 65 anni, con indice di massa corporea (BMI) uguale o superiore a 30 (che corrisponde all'obesità) e che abbiano sperimentato diversi fallimenti con le diete dimagranti classiche. La dieta proteica contro l'obesitàConsigliabile anche nei pazienti con indice di massa corporea maggiore o uguale a 27 e che presentino già problemi di salute dovuti al sovrappeso. La dieta proteica è indicata nei seguenti casi :
Prima di cominciare la dieta, il medico effettua un bilancio completo, che includa esami di laboratorio ed elettrocardiogramma. Divisa in tre fasi distinte, la dieta si scagliona su diversi mesi e oltre: Fase 1 - Dieta proteica, fase attivaCorrisponde all'inizio della degradazione dei grassi provocata dal digiuno. Nessun alimenti solido è permesso, eccetto alcune verdure che possono essere consumate a volontà : sedano, ravanelli, cocomero, lattuga, spinaci, indivie, finocchi, asparagi, cavolfiore, funghi, zucchine, peperoni verdi. A seconda del peso corporeo, il medico prescrive una certa quantità di proteine in polvere, estratte dal latte o dalla soia, da sciogliere in acqua. In questa fase, i corpi chetonici, risultanti dalla degradazione dei grassi, forniscono all'organismo gran parte dell'energia. La fase dura dalle 12 alle 16 settimane. Oltre al consumo di proteine in polvere, il medico prescrive l'assunzione quotidiana di multivitaminici e di minerali, potassio, calcio, sodio e fibre in forma di integratori alimentari o oli vegetali, secondo necessità. Fase 2 - Dieta proteica, fase di transizioneSecondo il Dr Marineau, questa fase è fondamentale per il mantenimento del peso. Essa permette di ricostituire il metabolismo di base, ridotto tra il 17 e il 24% durante il digiuno. La fase di transizione consta di quattro tappe, ciascuna della durata di due settimane, attraverso le quali vengono reintrodotti progressivamente : pane, pasta, riso e patate. Il consumo di lipidi è, qui, ancora estremamente limitato. L'alcool può essere consumato con moderazione se il paziente fa 30 minuti di esercizio fisico in modo da bruciare le porzioni di bevande alcoliche. Fase 3 - Dieta proteica, fase di mantenimentoÈ la fase più importante poiché indispensabile per evitare di riprendere peso. In tutti i tipi di approccio terapeutico per la cura dell'obesità, è la tappa più difficile da gestire. Durante la fase di mantenimento, che può anche durare due anni, la persona ricomincia ad assumere pasti completi, ma deve imparare a cambiare le proprie abitudini alimentari. Si raccomanda, ad esempio, di scegliere alimenti a basso indice glicemico. Alcuni alimenti resteranno vietati o da evitare preferibilmente in questa fase. Le altre raccomandazioni alimentari sono simili a quelle di tutti i dietologi per mantenersi in buona salute. I meccanismi di azioneGiustificatiA causa della ridotta quantità di calorie e dell'assenza di glucidi e lipidi, le riserve di zuccheri dell'organismo si esauriscono in meno di 24 ore. Per assicurare il mantenimento delle funzioni vitali, il corpo trasforma rapidamente i grassi in corpi chetonici che producono energia. I corpi chetonici sono in gran parte responsabili della perdita rapida di peso propria di questo metodo: la loro presenza riduce la fame dopo solo 48-72 ore. Inoltre, i corpi chetonici contribuiscono a limitare la disgregazione dei muscoli (proteolisi), che vengono tra l'altro nutriti dall'elevato apporto di proteine. DimostratiÈ assodato che la riduzione del numero di calorie, assieme al minore consumo di glucidi e lipidi, induce uno stato chetonico, che toglie la fame in tre giorni. La perdita di peso è rapida e non danneggia la massa magra (i muscoli), grazie al consumo adeguato di proteine complete. Tuttavia, come tutte le diete a basso tenore calorico, anche la dieta proteica diminuisce il metabolismo basale (dispendio energetico nell'organismo a riposo). Di conseguenza, la ripresa di peso è quasi automatica al termine del digiuno, a meno che non vengano rispettate scrupolosamente tutte le tappe del ritorno all'alimentazione «normale». Vantaggi e inconvenientiSazietà e benessereLa dieta proteica è il regime dimagrante che riesce meglio a togliere la fame, grazie alla formazione rapida di numerosi corpi chetonici risultanti dalla degradazione accelerata dei grassi. Inoltre, tutte le sensazioni sgradevoli sono ridotte se la persona consuma la quantità necessaria di proteine e di integratori. Tuttavia, con questo metodo si perde completamente la nozione di piacere di mangiare. Dal punto di vista gustativo, non c'è nulla di soddisfacente nel consumare proteine in polvere e compresse. Gli effetti indesiderati possibili sono :
In praticaSi tratta di un metodo piuttosto semplice da seguire per un breve periodo, se si rispetta strettamente il programma, poiché non bisogna cucinare, calcolare le quantità o pesare gli alimenti. Tuttavia, resta impossibile andare al ristorante o in generale mangiare fuori durante la fase attiva. La tappa di transizione, invece, richiede molto rigore e motivazione. Il ritorno all'alimentazione «normale» avviene progressivamente. Possono verificarsi delle compulsioni alimentari in seguito al lungo periodo di privazione che precede tale fase. Perdita di pesoLa perdita di peso è quasi immancabile. È anche piuttosto rapida: da 1 a 2 chili a settimana (da 2 a 4,5 libbre). Naturalmente, una perdita di peso rapida sarebbe stimolante, ma non aiuterebbe a prendere coscienza delle precedenti abitudini alimentari e delle emozioni a esse legate. In questo caso il tasso di successo sul lungo termine è comparabile a quello delle diete classiche, ovvero non molto elevato. AttenzioneCome nella maggior parte delle diete che comportano restrizioni, avviene spesso che la dieta proteica conduca a entrare in un meccanismo di restrizione cognitiva o a potenziarlo se già esistente, con relativi problemi di effetto yo-yo, disordini alimentari, perdita di autostima e depressione. La restrizione cognitiva consiste nel mangiare senza tenere contro dei segnali di fame e sazietà che l'organismo ci invia. Mangiamo ciò che prescrive il programma dimagrante (quantità e tipo di alimenti) e non ciò che il nostro organismo desidera. La dieta proteica funziona in maniera inversa rispetto alle altre, dal momento che la modifica dei comportamenti alimentari giunge dopo la perdita di peso invece di precederla e di provocarla. I miei commentiAnche se portato avanti sotto controllo medico, questo metodo radicale di dimagrimento non è consigliabile nelle persone in buona salute anche se in sovrappeso. A mio parere, esso non comporta un cambiamento profondo e duraturo delle abitudini alimentari e dei comportamenti, anzi, può anche aggravare i problemi di sovrappeso. Tuttavia, questo metodo può essere l'ideale in alcuni casi di obesità grave, ad esempio quando la vita del paziente è il pericolo. Pubblicato sul sito passeportsanté.net |

